domenica 13 marzo 2011

Giappone: internet resiste sotto il terremoto


Giappone: internet resiste sotto il terremoto


«Miguel, mettiti in contatto con noi appena possibile». Le parole che Lourdes lancia attraverso Google viaggiano in un attimo dalla Spagna al Giappone, e suo figlio, Miguel Rodrigo, allenatore della nazionale giapponese di calcio a cinque, dà prontamente sue notizie. «Sto bene, ma qui é un caos. Non funzione nulla, né i telefoni né i treni. Mi rimane solo il collegamento Internet del mio smartphone», ha raccontato Rodrigo al diario spagnolo Público.
Nelle ultime ore, in cui il sistema di telecomunciazioni giapponese è al collasso di fronte al devastante terremoto che ha colpito il Paese alle 14.46 locali, Internet é rimasto in piedi. E non solo. le nuove tecnologie dell'informazione e della
comunicazione, infatti, si sono rivelate uno strumento fondamentale per reperire notizie e facilitare la ricerca dei dispersi.
Google, come già aveva fatto nel caso del terremoto cileno del 2010, ha attivato un sistema di ricerca per aiutare le vittime. Chiunque puó entrare e digitare il nome della persona che sta cercando e ricevere immediatamente l' ultima informazione che si ha avuto della persona. "Qualcuno é informato del fatto che questa persona è viva", evidenziato in verde nel centro della pagina bianca di Google, può essere un gran sollievo in mezzo al caos mediatico, come lo é stato per la famiglia di Miguel Rodrigo.
Su Twitter le parole "tsunami" e "Japan" sono trending topics (le parole piú usate nella rete sociale) a livello mondiale, e il flusso di video, immagini e resoconti dell' accaduto é inarrestabile.
Allo stesso modo, i giornali stanno aggiornando continuamente le loro versioni digitali con moltissimi contenuti presi dalle stesse reti sociali o dai canali d' informazione giapponesi.
Con le proteste nei Paesi arabi si sta assistendo a come Internet e i social networks stiano smettendo di essere un puro mezzo di svago per convertirsi in un motore fondamentale dell' attualità.
La imprevedibile tragedia del Giappone, il Paese più preparato al mondo ad affrontare un terremoto, ha messo in luce che le nuove forme di comunicare e di informarsi sembrano ster raggiungendo una funzione sociale imprescindibile
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