Sale a 20 milioni il totale degli italiani che possiedono un decoder in Italia, e il paese si orienta sempre più verso la cultura del Digitale Terrestre, nonostante lo switch-off sia ancora da concludere in circa la metà del territorio nazionale.
Oltre il 60% del consumo televisivo del nostro paese passa quindi per il segnale digitale, anche se si lamentano “alcune timidezze rispetto alla conclusione definitiva del passaggio al digitale nel nostro Paese”, come ha commentatoDGTVi nel suo recente rapporto sulla diffusione della nuova TV.
Timidezze di che genere? L’assegnazione delle frequenze attraverso il bando che il Governo dovrebbe inviare all’Ue e aprire finalmente in Italia. Questo, in attesa di certezze circa la possibile anticipazione del calendario del passaggio da chiudere a fine 2011, proposta da Paolo Romani, ministro dello Sviluppo Economico.
“Questa potrebbe essere un’occasione storica, nello stesso interesse delle TV locali, per dare un nuovo assetto allo stesso settore rendendolo più competitivo, più fruibile dagli spettatori e fondato, oltre che sull’irrinunciabile pluralismo, anche sulle reale dimensioni di impresa e qualità delle offerte – commentano dalla DGTVi – Eppure, il riassetto di questo settore, potrebbe essere un ulteriore elemento positivo, anziché penalizzante, che proprio l’ingresso nel mondo digitale consente”.
In attesa, comunque, sono in aumento gli italiani che fruiscono della TV digitale e nel contempo è scesa sotto il 25% la porzione di spettatori che si affidano invece al vecchio segnale analogico.
Oltre il 60% del consumo televisivo del nostro paese passa quindi per il segnale digitale, anche se si lamentano “alcune timidezze rispetto alla conclusione definitiva del passaggio al digitale nel nostro Paese”, come ha commentatoDGTVi nel suo recente rapporto sulla diffusione della nuova TV.
Timidezze di che genere? L’assegnazione delle frequenze attraverso il bando che il Governo dovrebbe inviare all’Ue e aprire finalmente in Italia. Questo, in attesa di certezze circa la possibile anticipazione del calendario del passaggio da chiudere a fine 2011, proposta da Paolo Romani, ministro dello Sviluppo Economico.
“Questa potrebbe essere un’occasione storica, nello stesso interesse delle TV locali, per dare un nuovo assetto allo stesso settore rendendolo più competitivo, più fruibile dagli spettatori e fondato, oltre che sull’irrinunciabile pluralismo, anche sulle reale dimensioni di impresa e qualità delle offerte – commentano dalla DGTVi – Eppure, il riassetto di questo settore, potrebbe essere un ulteriore elemento positivo, anziché penalizzante, che proprio l’ingresso nel mondo digitale consente”.
In attesa, comunque, sono in aumento gli italiani che fruiscono della TV digitale e nel contempo è scesa sotto il 25% la porzione di spettatori che si affidano invece al vecchio segnale analogico.
Nessun commento:
Posta un commento